Genesi

Schema n. 1

Schema n. 2

 

In principio fu il "Cháos", cioè la "voragine".

Dal Caos, pian piano, prese vita un'immagine:

nacque, così, Gaia, la madre terra, detta Gea,

che generò Urano, con cui generò Crono e Rea.

 

Gea ed Urano ebbero tanti discendenti strani:

i Ciclopi, i Giganti, gli Ecatonchìri e i Titani.

Urano punì i suoi figli, istigati dalla madre,

Crono, il più furbo dei Titani, evirò il padre.

 

Crono e Rea generarono Estia, dea del focolare,

Demetra, dea del grano, Poseidone, dio del mare,

Ade, re degli inferi, e la coppia reale Zeus ed Era,

che generò Ares, Efesto, Ilizia ed Ebe la coppiera.

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Crono divorava i figli, per non essere destituito.
Zeus si salvò con uno stratagemma ben ordito:
Rea, nascostolo, dà a Crono, per essere divorato,
invece, un sasso avvolto in panni di neonato.

Zeus crebbe nell'isola di Creta, segretamente.
Diventato grande, affronta il padre apertamente,
libera fratelli e sorelle, che Crono aveva ingoiato,
e come capo di tutti gli dei viene acclamato.

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Zeus con parecchie donne ebbe tante avventure,

dai loro incontri nacquero molte e varie creature.

Con Danae generò Perseo; con Sèmele: Dioniso;

Eracle con Alcmena, sembrando Anfitrione in viso;

 

Ermes con Maia; Dàrdano con Elettra concepito;

con Mnemòsine: le nove muse, dell'arte il mito;

con Demetra: Persefone; con Europa: Minosse;

e poi figlio di Zeus ed Io, Epafo dicono fosse;

 

con Leto ebbe due gemelli: Apollo e Artemide;

con Egina generò Eaco, che fu sposo di Endeide,

e che del famoso eroe Achille fu  il progenitore;

con Temi, una Titanide, generò Moire ed Ore;

 

sotto forma di cigno, Zeus fece un'altra preda:

sedusse la moglie di Tindaro, la regina Leda:

da due uova deposte, quattro bimbi videro la luce,

ma i figli di Zeus erano solo Elena e Polluce;

 

per trovare le amanti si trasformava in animali,

e si dice che avesse anche relazioni omosessuali;

un dì, trasformatosi in aquila, racconta Diomede,

rapì, per farlo suo amante, il giovane Ganimede.

 

Dalla testa di Zeus, che Efesto aprì con cura,
nacque la dea Athena, con tutta la sua armatura.

Afrodite, per Omero, era figlia di Zeus e di Dione,

una Titanide con cui questi ebbe una relazione;

 

per altri, invece, nacque dalla schiuma del mare

fecondata da Urano, quando lo si volle evirare;

le Erinni nascono da quel sangue; un'altra fonte

dice che erano figlie della  Notte e di Acheronte.

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Con Gea nacquero Tartaro (sottosuolo del mondo),

Eros (amore) e poi Notte ed Erebo (buio profondo):

Etere ed Emera di questi furono le loro generazioni.

Notte, da sola, generò Eris, le Espéridi e le Astazioni.

 

Eris, la dea della discordia, era un vero tormento,

madre di Pena, Dolore, Oblio, Fame e Giuramento.

Le Espéridi custodivano i pomi d'oro della dea Era.

Gaia con Tartaro generò Tifone, padre di Chimera.

 

Tifone generò anche Cerbero, l'Idra e Ortro, il cane,

che generò con la madre la Sfinge e un leone immane.

La genitrice di questi fu Echidna, la donna serpente

figlia di Forco e Ceto, mostri dall'aspetto repellente,

 

generati da Ponto che del mare era personificazione,

nato dalla sola madre Gea, per autofecondazione.

Dal collo  di Medusa, che Peseo aveva tagliato,

nacque Pegaso, il mitico bianco cavallo alato.

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Nell'isola di  Creta, il Labirinto, dicono, vi fosse;

lì viveva  il Minotauro, tenuto dal re Minosse;

esso era uomo-toro che Pasìfae aveva partorito,

dopo l'avventura con un toro, tradendo il marito.

 

Le arpie erano donne con un corpo di uccello,

e dei marinai esse erano, davvero, il flagello:

le navi venivano attirate dal melodioso canto,

poi, sugli scogli andavano a finire di schianto;

 

col nome di  Sirene, anche, venivano chiamate,

ma non erano con un corpo di pesce, bensì alate.

Invece, metà pesce e metà uomo era Tritone,

figlio della dea Anfitrite e del dio Poseidone.

 

I centauri, esseri per metà equini e metà umani,

erano dispettosi, iracondi e venivano alle mani;

essi erano figli della nube  Nefele e di Issione;

invece, figlio di Crono e Fìlira  era  Chirone.

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Da Iperione e Teia, Titani dalla vasta mole,

nacquero Eos(Aurora), Selene(Luna), Elio (Sole).

I Titani Oceano e Teti generarono, in unione,

dei fluviali e Oceanidi, come Climene e Pleione.

 

Giapeto fu il capostipite del genere umano,

anche lui figlio di madre Gea e del dio Urano;

questi con la nipote Climene generò Prometeo

e gli altri figli: Menezio, Atlante ed Epimeteo.

 

Le Pleiadi erano figlie di Atlante e di  Pleione.

Esse divennero, prima colombe, poi costellazione.

Driope, con Ermes, il dio Pan aveva concepito.

Figlio di Ermes  e di Afrodite fu Ermafrodito.

 

Pandora, la prima donna, da Zeus fu plasmata,

poi fu donata ad Epimeteo per essere sposata.

Deucalione nacque  da Climene e da Prometeo;

Pirra, invece, nasce da Pandora e da Epimeteo.

 

Pirra e Deucalione sono stati i progenitori

di tutti i popoli Greci: Eoli, Achei, Ioni e Dori.

Il figlio Elleno generò Eolo, Doro e Xuto;

Xuto con Creusa, poi, Acheo e Ione ha avuto.

 

Un altro e diverso ceppo del genere umano

ha origine con  Dardano capostipite Troiano;

Enea, suo discendente, dalla caduta Troiana,

nel Lazio darà origine alla stirpe Romana.

 

                       (Pino Bullara)

 

Schema n. 1


 

 

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