(Ho ristrutturato...
la casa di
Montecarlo)
Una casa a Montecarlo
C'era una casa un po' malandata
che ad un
partito venne donata:
un vano
piccino a Montecarlo,
che una
signora volle donarlo.
Poi il comitato di quel partito
per la
sua vendita fu investito.
Si fece una vendita ben oculata,
e questa
storia venne archiviata.
C'era un omino piccino piccino
tanto
malvagio e tanto caino,
che
cacciò fuori, come traditore,
dal
partito il socio cofondatore.
Ricordandosi di quella casetta,
vi
costruì sopra una favoletta.
L'ex-socio più volle infangarlo
per
quella casetta a Montecarlo.
Dopo che venne ristrutturata,
quella
casetta venne locata;
data in
affitto proprio al cognato
di
quell'ex-socio malcapitato.
Per sollevare un polverone
si
insinuņ che il vero patrone
fosse,
proprio, giusto il cognato
di
quell'ex-amico così sfortunato.
Tutti i giornali di quell'omino
uscivano
sempre ogni mattino
con
questa notizia ben ordita,
per
completare la sua partita.
Noi sappiamo che a Montecarlo,
(e lì tutto questo è lecito farlo)
le
società sono nell'anonimato,
quindi
ogni fatto rimane celato.
Or quell'omino piccino piccino
era alla
guida d'un bel paesino;
un paesino con tanti problemi,
e lui
intento a scagliare anatemi.
Come finisce ciò non so dire,
perché la storia non vuol finire.
E mentre il paese è alle strette,
l'omino
sta lì a dirci barzellette.
(Pino Bullara)