Italia A Quarto
la luna faceva capolino a due navi
della società Rubattino. Vennero
mille uomini di nascosto, decisi a unificar
l’Italia ad ogni costo. Salparono
di notte il cinque maggio, con tutto
l’entusiasmo ed il coraggio. Poi,
l’undici a Marsala sbarcarono a migliaia i
picciotti vi si unirono. Calatafimi, Palermo e poi
Milazzo, infine, entrati a
Napoli nel palazzo. Vinta a Volturno
l’ultima resistenza, l’unità
d’Italia prendeva consistenza. Ecco i due
uomini di fronte, a Teano: Garibaldi va avanti
e tende la mano: “Saluto
il primo re d’Italia, con onore.” E Vittorio Emanuele: “Grazie di
cuore.” Poi, il diciassette
marzo successivo, avvenne, infine,
l’evento conclusivo: A Torino
si unì il nuovo parlamento per ratificare
il grande avvenimento. Ma il primo re d’Italia fu un "secondo", per sottolineare
all’Italia e al mondo la conquista
di terre del suo casato e non la
nascita di un nuovo stato. Di acqua nei
fiumi ne dovrà passare per affermare
la volontà popolare. Finita la seconda
guerra mondiale rinascerà un'Italia
nuova e più vitale. Un’Italia
repubblicana e unitaria, membro
dell’Europa comunitaria Un’Italia
più libera e democratica che si fonda
sul lavoro e sull’etica.
(Pino Bullara)

Bella Italia

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