Aldo

 

«Tutti dicevano di voler la mia salvezza, eppure...

tra piazza del Gesù e via delle botteghe oscure, (1)

in via Caetani, in una renault rossa adagiato,

il mio corpo, senza vita, poi venne ritrovato.

 

In via Fani, dieci anni dal maggio delle barricate,

il giorno seguente le idi di marzo, le rosse brigate

annientarono la mia scorta; io venni sequestrato,

tenuto cinquantacinque giorni... e poi giustiziato.

 

Il partito della fermezza non volle fare niente,

quello della trattativa... poi fece ugualmente;

fui abbandonato da tutti gli amici e dal partito;

Paolo sesto fece il suo discorso di ben servito.

 

Uomo di fede e di pace, fui della D.C. Presidente;

ero introverso ma cordiale e stimato dalla gente.

Con Enrico, sono stato il promotore principale

per la nascita d’un governo d’unità nazionale.

 

I brigatisti rossi, però, misero fine alla mia vita,

e con essa... anche l’unità nazionale era finita.

Ma se loro sono stati gli esecutori  riconosciuti,

i veri mandanti... a tutti resteranno sconosciuti».

 

(1)Dove c’erano rispettivamente le sedi

delle segreterie della D.C. e del P.C.I.

 

                                  (Pino Bullara)

 

A Sandro    Enrico    Bettino


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