Vita

Vita

 

Rocco


Uno squillo, due voci, tre siringhe:
e non servirono più quelle stringhe.
Tanti no, molti dubbi, un'atrocità:
sepolta nel fango, ormai, la verità
.
Il pianto, l'amarezza poi l'illusione:
che non avvenga più un'esecuzione.

Non importa se era reo o innocente,
dovevate giustiziarlo ugualmente.
Non importa se è stato assassinato,
perché ingiustamente condannato.
A voi importava solo far notizia
e poi giustiziare anche la Giustizia.

Do
ve sono Bob, Bill, Jenny, Jessica?
Dove i figli per bene dell'America?
Dove sono industriali e magnati?
Dove i politici? Dove i magistrati?
Dove sono quelli seduti sul velluto?
Dove... chi dalla vita tutto ha avuto?

Non ci sono nel braccio della morte,
a loro non toccherà mai questa sorte.
Ma alle sbarre troveremo, là dietro:
José, Pablo, Antonio, Nicola, Pietro...
Qui aspetteranno l'ultimo rintocco
un Ispano o un Italiano come Rocco.

_____________________________________


A Stella

In quest'Arca di Noè, siam tutti uguali:
compagni di viaggio, uomini o animali
Siamo saliti soli e nudi completamente,
poi ce ne andremo soli e senza niente.
Tu eri appena un'indifesa cucciolina,
si sentivano i tuoi guaiti dalla collina
e spinto dalle richieste del mio bambino,
ti abbiamo preso con noi, per il cammino.

Vedendoti così dolce e vivace, così bella,
ti abbiamo dato il nome proprio di Stella.
Hai sempre avuto uno spirito selvaggio
ed eri sveglia come un vecchio saggio.
Eri affezionata a tutti noi e ai nostri amici,
sapevi come difendere la casa dai nemici.
Crescendo, poi più volte ti sei innamorata,
così, prima Luna e poi Andromeda è nata.

E in questo gruppo eri sempre in testa
e quando arrivavo mi facevate festa.
Poi un inverno, la cara Luna se n'è andata.
Venne l'estate e con sorpresa, Cucciola è nata.
Lenta la vita riprendeva il suo cammino,
però per te ormai, era giunto il tuo destino:
l'ultima stagione ritornò... e per te fu quella.
Ma vivrai sempre con noi, o dolce Stella.
_______________________________________


(A Giuseppe)

Terra amara

A piedi nudi, sotto il sole cocente,
bagnato dagli spruzzi del mare,
ridevi, spensierato adolescente,
tutto impegnato solo a giocare.

Ma il sole, il mare ed il pallone
non possono a te già più bastare
. Ti assilla ora una preoccupazione:
è tempo di andare a lavorare.

Aride zolle può offrirti la tua terra,
un mare impervio, fatica e dolore
oppure... un fucile per fare la guerra
e poter inseguir la gloria e l'onore.

Hai preferito indossare una divisa,
mettere nel cassetto i tuoi sogni
e la metà di te non condivisa,
per dare concretezza ai bisogni.

Ti hanno portato in terre lontane,
con il fucile, l'elmo e la bandiera,
tra genti inospitali e facce strane,
per difendere un'altrui frontiera.

Lontani i tuoi amici, i tuoi ulivi.
Cerchi il mare e i rossi tramonti.
Ripensi ai giorni in cui ti divertivi,
ma ti ritrovi solo, tra gelidi monti.

__________________________________


(A Oliver)

Il re del cortiluccio

Il sole tra le nuvole fa capolino,
soffia dolce un vento marino,
nell'aria un tenue vocio si sente:
dei bimbi giocano allegramente.

Chi va a cercare un nascondino,
chi si gusta un morbido panino.
Spensierati corrono tutti intorno,
passando lieti le ore del giorno.

E anche tu, che stavi al calduccio
sei voluto venire nel cortiluccio,
per giocare con sabbia di mare.
E qui, ognuno ti viene a trovare,

chi ti saluta affettuosamente,
chi ti fa un sorriso dolcemente.
Da tutti sei da sempre rispettato,
'il re del cortiluccio' sei diventato.

 

 

(Pino Bullara)


HOME