Notizie sull’autore

 

«Pino Bullara, laureato in lingue al Magistero di Catania, approda all'insegnamento, prima come maestro elementare a Milano e poi, come docente di lingua francese in provincia di Agrigento ed in particolare dal 1980 presso la S.M. Cap. Vaccaro di Favara ove, inoltre, ricopre vari incarichi come docente referente per i sussidi audio-visivi e multimediali, per la continuità e l'orientamento, per le pari opportunità, responsabile per la sicurezza come RSU, collaboratore del preside e membro del consiglio d'Istituto.

Nel Maggio del 2006 ha pubblicato (...) la sua prima raccolta di poesie dal titolo emblematico: Nel vento; ora (2007) sta già lavorando al suo secondo libro, una raccolta di poesie siciliane dal titolo: Immiruti.(...)» (Libro che otterrà il premio nazionale: «Libri dell'anno 2010», alla 10a Mostra del Libro di Agrigento.)

(Dalla II collana LIReS, Vol.I p.82 )

 

 

                           Prefazione

 

    Dire che l’autore di queste poesie sono io, non è esatto; in realtà sono questi versi che si sono fatti scrivere da me. Io non sono un poeta. Da ragazzo, scrivevo dei versi, ma ormai era da più di trent’anni che non  scrivevo più. Allora cos’è successo? Quando nel ‘99 ho dovuto assistere ad una guerra, mascherata da missione di pace, il ragazzo del ’68, che è stato sempre in me, si è ribellato. I pensieri dell’orrore della guerra fluttuavano nella mia testa e caparbiamente volevano uscire in versi: nacque così “Figli del ’68”; ripensando, poi, all’assurda situazione palestinese, nel 2004, nacque “Nel vento”;  le altre hanno attraversato una  via, ormai, esplorata.

                                                                                                                      

             L’autore

 

                         Presentazione

 

     La storia con le sue contraddizioni fa da sfondo alle poesie di Giuseppe Bullara. Eventi storici di portata  mondiale così come fatti di cronaca offrono lo spunto per riflessioni sulla società umana ed i  suoi valori, per cercare una risposta ai nostri interrogativi, per affermare e ribadire verità assolute ed universali, continuamente offuscate dal dipanarsi della storia che, nel suo evolversi, spesso schiaccia e confonde le verità più semplici, semplici perché vere.

     In mezzo all’offuscamento si leva, talvolta velata di amara ironia, la voce del poeta, per ridare concretezza e il giusto valore agli ideali giovanili, mai sopiti, di chi, pur nel pessimismo, continua a sperare in una società in cui  prevalgano quegli ideali autentici e veri  che possano consentire un vero progresso dell’animo, contro la stasi, se non il regresso, dell’uomo primordiale che non si decide ancora a fare il salto di qualità, quel salto che gli consentirebbe di fare la differenza tra l’uomo della pietra e l’uomo delle proprie illusioni progressiste, poste  su un materialismo cieco e fuorviante  che poco o niente concede alla spiritualità, a quella evoluzione reale della mente e del pensiero.

     Le poesie, ricche di riferimenti letterari, da Fedro a La Fontaine, da Keats a Lee Masters , da De Andre’ a Guccini, da Prévert a Rodari, sintetizzano la formazione politica e culturale dell’autore, cresciuto e formatosi all’epoca della rivoluzione giovanile, rivoluzione che con i suoi ideali segnò la storia del mondo e del pensiero contemporaneo.

 Il poeta non si schiera, non sostiene una fazione politica o ideologica, ma tenta una analisi oggettiva dei fatti storici, cerca di cogliere gli opposti elementi  degli eventi narrati, svelando così i paradossi nascosti tra le pieghe della storia contemporanea e al contempo della storia universale. Pur nell’amara consapevolezza di alcuni sogni epocali infranti, gli ideali  giovanili sono ancora vivi nell’uomo di oggi, la realtà o il realismo non li hanno uccisi, essi sono più vivi che mai,  urgono dentro il suo animo, vogliono essere proclamati ed esigono una risposta, chiedono ancora di essere realizzati e diffusi.

  L’ottimismo si legge nella speranza che l’ideale  possa diventare realtà, grazie ai poeti e ai grandi profeti dei nostri tempi, a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà le cui idee  non si disperdono, ma scorrono nel ”vento”.

                                             Gabriella  Bassi

 


Testo letto alla presentazione

                                                    

   In vista della presentazione al pubblico delle poesie del nostro amico Pino Bullara, ho voluto rileggere quelle a me già note e le altre che ancora  non conoscevo, perché volevo vedere che cosa altro avessero da dirmi. Le ho rilette  dunque con attenzione, e oltre al già detto nella presentazione del libro, ho colto degli elementi  su cui prima non mi ero soffermata, e cioè la   bontà e la gentilezza d’animo dell’autore,   quel suo calarsi nell’intimo degli altri e coglierne i pensieri più profondi, quel suo volersi identificare con i protagonisti e le protagoniste delle sue poesie, per dare voce ai loro pensieri. Quel suo accostarsi, mettersi di fianco agli altri, quasi come a volerli spiare e ad accompagnarli nel loro cammino. E poi quel suo volere esplorare ed interpretare la realtà  femminile e al contempo esprimere il suo amore per il variegato mondo delle donne di oggi e  di un tempo, spesso offese, umiliate, ma sempre pronte a lottare, e fare della loro vita un unico generoso slancio d’amore, anche nella apparente sconfitta. E poi quella sua tenerezza mostrata  verso le cose più piccole, ordinarie, come il ricordo affettuoso di un animale domestico, quel suo voler raccontare la vita dei luoghi nostrani illuminati dalla luce di un sole che riscalda gli animi; infine, quasi timidamente, en passant, direbbe il francesista, quel voler raccontare se stesso, attraverso i ricordi e il suo mondo, e darci la chiave della sua poesia; spiegandoci come essa nasce, il poeta si paragona ad un pittore, o ad uno scultore, il pennello e il martello cedono il posto alla mente di chi vuole  dare forma al tumulto del proprio pensiero, ed ecco che dal caos dei pensieri che fluttuano nella mente, emerge quasi come dalle acque del mare, una creatura nuova, la poesia, con la quale il poeta dipinge il mondo o vorrebbe dipingere il mondo utilizzando i colori dell’amore. Tanto e altro potremmo dire, ma sicuramente ognuno di noi nel leggere le poesie di Pino, tasselli d’umanità, troverà altro e sicuramente troverà se stesso.

 

                                                                          Gabriella Bassi


                           Recensioni

 

 

  Ho trovato le poesie di Pino Bullara ricche di tematiche attuali, cariche di realtà a volte cruda e pungente talvolta un po’ ironiche, sono pronte anche a suscitare riso e comicità.

    I versi ritmati, discorsivi e musicali esprimono la  rabbia interiore, l’ironia e un tocco polemico che ricorda la contestazione di un Cecco Angiolieri della nostra letteratura.

   Sono versi che scorrono liberi e si ascoltano piacevolmente. 

                                                                                                    Vita Ippolito

                                               

    A chi non lo conosce bene appare come un riccio spinoso, ma come il riccio, nasconde la  bontà del frutto che racchiude .

   Che il domani non possa spegnergli  questi aneliti di pace e di giustizia.

                                                                                                      Anna  Salvo

                                                                      

  Con un timbro di semplicità ed immediatezza, la poesia di Peppe Bullara focalizza, realisticamente ma senza drammi, avvenimenti tipici di una società opportunista e mercantile.

   La cronaca si fa poesia.

L’autore ne ha per tutti, ma con bonaria ironia e sorridente moralità, senza indulgere in sterili paternalismi.

                                                                                                  Anna Moscato

 

  Pino, se li hai toccati (i sentimenti in Terry) li hai toccati BENE -con quella GRANDE umanità che viene(...) quando il cervello prende  la supremazia sul cuore...

   Sottoscrivo ogni virgola di quello che hai scritto.

                                                                                                    Irene Baule

 

Un grazie al collega Giuseppe Bullara, che si è mostrato a tutti noi autore di versi pieni di sentimenti di libertà, giustizia e solidarietà.

                                                                                                     José Vita

 

    Dalla lettura delle sue poesie, il Prof. Giuseppe Bullara, appare come il Laocoonte dell’età moderna che si sforza di dare luce alla “mente cieca” di una società che si lascia guidare dall’istinto piuttosto che dalla ragione.

    I suoi versi, genuini, sinceri e sferzanti, suscitano con facilità l’umorismo, ma un umorismo amaro che si apre ad una immediata riflessione.

   Di conseguenza, riflettere sui mali della società è, per l’Uomo, il primo passo verso la redenzione.

                                                                                             Francesca Vitello

 

                    

 

Presentazione a "IMMIRUTI" (G.Marchica).

Critica di G.Bassi a "IMMIRUTI"

 

      Dedicato a...

    Questa raccolta è dedicata a tutti i miei amici e colleghi con cui mi sono confrontato e che mi hanno sostenuto.

   Ma è dedicata, soprattutto, ai miei alunni di ogni periodo a cui ho dato tanto... e mi hanno dato tanto.

    A quelli che la vita ha collocato in salita, ma che hanno avuto genitori con mani grandi da reggere da soli macigni come montagne: a Nadia, la bambina dal cuore “tutto d’oro”, come lei chiamava affettuosamente il suo maestro, a Loredana dal dolce sì, a Lorena dagli occhi vivi che parlano per le sue labbra; a quelli che non hanno avuto l’aiuto dei genitori e che più degli altri hanno faticato per la via: a Rita, a Michele, a Giuseppe e a Fabio; a quelli con grandi doti e soprattutto con un grande cuore: a Laura e Anna, a Helga e Cristina, a Patrizia e Salvina, a Marco e Paolo, a Giovanna, a Daria, a Noemi...e ai tanti, tanti che sono sempre presenti nella mia mente  e che possano mettere le loro capacità al servizio dell’umanità.

 

                                                                                                   L’ autore

 

 

 

Indice "Nel vento"

 

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